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Com’è nato ReYoga? La storia che (quasi) nessuno conosce.

Molti ci chiedono… com’è nato “ReYoga”?

Questa è la storia che a qualcuno abbiamo già raccontato… ora la racconteremo a tutti!

Dopo aver passato più di 10 anni davanti ad un computer, sfogando la creatività in grafica tridimensionale e tradizionale, cercando di trasmettere emozioni in un’animazione, in un rendering, in un flyer, nelle fredde città dove si lavora e si lavora… e si sta poco nella natura, sono andato in cerca l’opposto, appassionandomi di sport a stretto contatto con la natura.

Un po’ di snowboard con gli amici nella stagione invernale, un po’ di wakeboard con la barchetta dei cugini nel mare davanti casa, qualche arrampicata nelle falesie dietro casa, trail running per tenermi in forma, surf da onda dove possibile e appena possibile. Insomma praticando di tanto in tanto sport che, per uno stile di vita sedentario, giudicherei “estremi” sono arrivato un giorno a non riuscire ad alzarmi dal letto! Fu una settimana bianca terribile, nessuna grave caduta (come invece è capitato nelle miriadi uscite con gli amici a sfidare se stessi, ma soprattutto gli altri) …ma quel giorno la mia schiena ha detto basta!

Non capivo cosa fosse successo…o meglio…non lo volevo ammettere. Quante volte facciamo qualcosa che in cuor nostro sappiamo di dover scontare prima o poi? Beh…era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.

Da lì, raggi, ecografia, tac, risonanza magnetica… diagnosi? Ernia e protusioni sparse! Una schiena di un sedentario che ogni tanto credeva di essere un’atleta!
Provai dal fisioterapista, massaggiatori, e chi più ne ha più ne metta…. ma era sempre più chiara in me che la vera ragione di ogni malattia è che il corpo ti lancia un messaggio, e se non sei tu in prima persona che lo ascolti, hai voglia a farti massaggiare!!! Ho dato retta a mio fratello che un giorno mi disse: “ho conosciuto un insegnante di yoga che mi ha fatto capire diverse cose, secondo me dovresti provare.”

Un po’ preso dalla disperazione di tanti fallimenti, un po’ curioso di riprovare questo yoga, tanto decantato dai miei zii, che già negli anni 70 giravano per l’italia tra ritiri e seminari, sono andato a fare la mia prima lezione individuale.

Spiegando la mia situazione, l’insegnante mi fece capire che dovevo lavorare su me stesso, nello stile di vita, negli atteggiamenti e nella postura, e per cominciare, mi fece sdraiare su quello che chiamava “tondino”, un affare di legno che mi ha subito ricordato la puntata dei Simpson dove Homer raddrizzava la schiena alla gente facendoli sdraiare su di un bidone acciaccato! 🙂 un po’ perplesso mi ci adoperai, e giorno dopo giorno trovai subito dei grandi miglioramenti… la sciatica che per mesi non mi aveva mai lasciato se ne andò nel giro di 20 giorni di pratica! Ovviamente l’uso del tondino era solo uno degli strumenti, ma mi affascinava, e sentivo che dovevo contraccambiare il favore a quest’oggetto dalle grandi potenzialità!

Un giorno dopo una lezione… tenendo in mano uno tondino in legno dissi in confidenza al mio insegnante: Ma, perchè non lo hanno fatto di cartone? E lui mi rispose: non so, regge? Da lì, con un amico che mi aveva dato la disponibilità ad usare la sua fresa a controllo numerico per fare esperimenti creammo le prime bozze di tondino completamente in cartone, assemblabile senza l’uso di colle o altri leganti…. tutto ad incastro.

storia di reyoga

 

Avevamo re-inventato uno strumento con materiale riciclato.
Da lì nacque il payoff “ReInvent – ReCycle – ReYoga”.

 

Ce ne vollero parecchi altri di prototipi per arrivare ad una struttura solida. Lo portai al mio insegnante, ricordo ancora la sua espressione quando lo vide e lo provò!

Il nome è venuto da sè con l’intento di portare innovazione ed ecosostenibilità in un mondo dove la filosofia regna sovrana, ed il rispetto per tutto ciò che ci circonda è fondamentale.

L’attaccamento alla natura, le grandi emozioni che è in grado di darci, il rispetto per gli elementi che la compongono… tutto questo ha forgiato la filosofia di ReYoga.

Grazie! …alle persone che insegnano questa disciplina che mi ha dato più consapevolezza, più senso dei miei limiti e delle mie potenzialità! Sono fermamente convinto che lo yoga sia per tutti, e faccia bene a tutti!

Namastè

Davide ::ReYoga::

PS: Oggi se pratico tutti i giorni, anche poco, riesco a dimenticarmi di aver mal di schiena…  e sono tornato anche a fare snowboard!

Davide Snowboard Reyoga

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